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Nizza

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Nizza
comune
Ville de Nice
Nizza – Stemma
(dettagli)
Nizza – Veduta
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneBlason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
DipartimentoArms of Nice.svg Alpi Marittime
ArrondissementNizza
CantoneCantoni di Nizza
Territorio
Coordinate43°42′N 7°16′E / 43.7°N 7.266667°E43.7; 7.266667 (Nizza)Coordinate: 43°42′N 7°16′E / 43.7°N 7.266667°E43.7; 7.266667 (Nizza)
Altitudine10 m s.l.m.
Superficie71,92 km²
Abitanti344 460[1] (2009)
Densità4 789,49 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale06000 06100 06200 06300
Prefisso493
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE06088
Nome abitantinizzardi (francese: niçois)
PatronoSanta Reparata
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Nizza
Nizza
Nizza – Mappa
Sito istituzionale

Nizza (Nice in francese, Niça o Nissa in dialetto nizzardo; precedentemente nota come Nizza Marittima in italiano) è una città di 344.400 abitanti[2] della repubblica francese affacciata sulla Costa Azzurra, di cui è il maggior centro, vicino alla frontiera con l'Italia, nel dipartimento delle Alpi Marittime.

È il quinto comune della Francia per popolazione (dopo Parigi, Marsiglia, Lione e Tolosa) con 343.629 abitanti nel 2012. La sua area metropolitana (unité urbaine de Nice) tuttavia, raggiunge 943.695 abitanti (2012) ed è la settima di Francia dopo Parigi, Marsiglia, Lione, Tolosa, Bordeaux e Lilla. Il suo aeroporto intercontinentale Nice Côte d'Azur posto alla periferia occidentale della città, con i suoi 12.016.730 passeggeri (2015), è il terzo della Francia dopo i due aeroporti parigini. Si tratta di una città a vocazione turistica. È la seconda città francese per capacità alberghiera.

Capitale storica della Contea di Nizza, ha fatto parte della Provenza prima di distaccarsi per entrare a far parte dello Stato di Savoia nel 1388 (dedizione di Nizza alla Savoia). Solo nel 1860, un anno prima dell'unità d'Italia, Nizza fu annessa alla Francia.

Immagine del porto di Nizza con il monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Geograficamente l'intero bacino del fiume Varo, con la città di Nizza, appartiene alla Regione fisica italiana.

La città ha anche due piccoli fiumi di solito in secca durante l'estate: il Paviglione (in francese Paillon) e il Magnano (Magnan). Varie colline dominano la città, la più conosciuta di queste è la collina di Cimella con le sue rovine di epoca romana; la collina del Castello separa la città dal porto.

Il clima è di tipo mediterraneo e assai mite.[3]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo originale della città è, in italiano, Nizza, mentre in occitano è conosciuta come Nissa. Il toponimo francese della città è Nice e i suoi abitanti vengono chiamati niçois o niçards, "nizzardi" in italiano. Nella parlata locale il termine più comune è nissart. L'aggettivazione "Nizza Marittima", per differenziarla da Nizza Monferrato, è d'epoca sabauda.

Secondo alcune fonti, l'etimologia del nome trarrebbe origine dal greco antico Νίκαια, che a sua volta deriva da Nike, cioè "vittoria"[4]. Un'altra ipotesi fa tuttavia risalire il nome della città al toponimo etrusco-italico Nikaïa[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità e basso medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Gli scavi archeologici del sito di Terra Amata fanno risalire i primi insediamenti umani nella zona addirittura a 400.000 anni fa.[6][7]

Nizza fu fondata attorno al 350 a.C. fa dai coloni greci di Marsiglia e ricevette il nome di Nikaia (Νίκαια) , in onore della dea della vittoria Nike, a ricordo della vittoria sui Liguri. La città si trasformò velocemente in un importante porto commerciale della costa ligure. In età romana Nicaea rivaleggiò con la vicina città di Cemenelum che continuò ad esistere fino all'invasione longobarda del territorio. Le rovine di questa città sono visibili a Cimiez, attualmente uno dei quartieri di Nizza. Nel VII secolo, Nizza si unì alla lega di Genova formata dalle città della Liguria.

Nel 729 Nizza espulse i saraceni dal suo territorio, ma questi tornarono a saccheggiarla nel 850 e 880, e mantennero il controllo sulla maggioranza del territorio circostante per tutto il X secolo.

Periodo sabaudo (1388-1860)[modifica | modifica wikitesto]

Assedio franco-ottomano di Nizza del 1543, carta di Matrakci Nasu
Caterina Segurana, eroina nizzarda che guida la città assediata dai francesi nel 1543
Nizza nel 1624
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Contea di Nizza ed Esodo nizzardo.

Durante il Medioevo Nizza partecipò alle numerose guerre italiane. Come alleata di Pisa fu nemica di Genova, mentre tanto i re di Francia quanto gli imperatori del Sacro Romano Impero cercarono di portarla sotto il proprio controllo. Ciononostante Nizza riuscì a mantenere le sue libertà comunali. La città medievale circondava la città antica, protetta sul lato di terra dal fiume Paviglione, più tardi coperto (oggi percorso del tram). Il lato orientale era invece protetto dalle fortificazioni del Castello. Un altro fiume sboccava in mare presso il porto sul lato orientale del castello. Anche l'area del porto era circondata da mura, secondo i disegni pervenuti fino a noi.

Nel XIII e XIV secolo la città cadde più volte sotto il dominio dei conti di Provenza, ma riguadagnò presto l'autonomia, pur se a prezzo di accordi con Genova. Nel 1388 il comune di Nizza si mise sotto la protezione della famiglia comitale di Savoia, guidata da Amedeo VII, in funzione antiprovenzale (contea di Nizza). La città resterà parte delle vicende storiche della casa Savoia fino al 1860.

Nizza ebbe anche un suo figlio fra i protagonisti delle spedizioni mirate alla scoperta e alla conquista delle terre del continente americano, vicenda nella quale egli giocò un ruolo determinante sebbene non particolarmente encomiabile. “Fray Marcos de Niza” lasciò l'Europa nel 1531 per raggiungere le Americhe, dove prese parte alla spedizione in Perù guidata da Francisco Pizarro ed assistette alla sconfitta dell'impero Inca. In seguito si convinse dell'esistenza delle sette città dorate di Cibola; partecipò alla spedizione di Francisco Vázquez de Coronado, che verificò come le città dorate fossero soltanto villaggi indigeni. Frate Marco fu congedato e si ritirò in un convento dove visse per il resto della vita.

La forza marittima di Nizza andò aumentando progressivamente, fino a poter competere con i corsari barbareschi; le sue fortificazioni furono ampliate e le sue strade migliorate. Nella guerra del 1535 fra Carlo I di Spagna e Francesco I di Francia Nizza soffrì molto, a causa anche di un'epidemia di peste che la colpì. Dopo qualche anno di guerra la pace fu stipulata nella vicina Villeneuve-Loubet dietro mediazione di papa Paolo III (Trattato di Nizza).[8] Dopo dieci anni la città fu però nuovamente attaccata dall'alleanza franco-ottomana tra Francesco I e il pirata turco Khayr al-Din Barbarossa. Nonostante i nizzardi avessero respinto l'assedio del 1543 che aveva fatto seguito ai bombardamenti, furono alla fine costretti ad arrendersi, e il Barbarossa poté saccheggiare la città ed portar con sè 2.500 prigionieri. La peste ricomparve nel 1550 e nel 1580.

Nel 1561 Emanuele Filiberto di Savoia abolì l'uso del latino come lingua amministrativa e introdusse la lingua italiana come lingua ufficiale del governo a Nizza. Nel 1600, la città fu acquistata dal duca di Guisa, che ne aprì i porti e proclamò la libertà di commercio nel 1626 dando inizio un periodo di prosperità. Nel 1642 gli spagnoli furono cacciati. Catturata da Nicolas Catinat nel 1691, nel 1699 Nizza fu ceduta nuovamente al ducato di Savoia. Pochi anni dopo, nel 1705, un nuovo assedio da parte dei francesi portò alla distruzione del Castello, della cittadella e delle mura. L'anno successivo la controffensiva sabauda giunse fino a Tolone, sottoposta anche a blocco navale dagli inglesi che avevano occupato le Isole di Lerino nella cui baia, bloccata dalla marina britannica, si trovava larga parte della flotta francese.

Nel 1713 il Trattato di Utrecht riconobbe il dominio della città al Regno di Sicilia, del cui titolo fu insignito il duca sabaudo Vittorio Amedeo che, nel 1718, lo permutò con il Regno di Sardegna. Nel periodo di pace che vi seguì, la "città nuova" venne ricostruita. Dal 1744 al 1748 (trattato di Aix-la-Chapelle) Nizza fu brevemente di nuovo possessione di francesi e spagnoli. Nel 1775 il re sabaudo abolì tutte le libertà comunali sopravvissute. Caduta nel 1792 nelle mani dell'esercito della Repubblica Francese, la contea di Nizza restò parte della Francia metropolitana fino al 1814, dopodiché ritorno al Regno di Piemonte.

L'annessione alla Francia rivoluzionaria (1792-1814)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Barbetismo.

L'8 settembre 1792 il ministro degli esteri del governo rivoluzionario francese Lebrun-Tondu diede ordine all'esercito d'invadere la Savoia:[9] e il 22 settembre dello stesso anno le truppe francesi, agli ordini del generale Montesquiou, entravano a Chambéry. Anche la contea di Nizza si apprestava a subire la medesima sorte: Nizza venne abbandonata precipitosamente dal governatore piemontese, generale Courten, al primo apparire delle truppe francesi ed il 29 settembre 1792, alle ore 16, il generale francese d'Anselme entrava con le sue truppe nella città, che fino a quel momento era appartenuta ai territori del regno di Sardegna, e v'instaurava un'amministrazione provvisoria.[10]

Il 27 novembre, con decreto della Convenzione, tutta la Savoia venne annessa alla Francia e poco dopo, il 13 gennaio 1793, la stessa sorte toccò a Nizza.[10]

Tuttavia, molto presto, l'opinione generale si volse contro i francesi a causa delle requisizioni ordinate dai militari, dei saccheggi e delle esazioni compiuti dalle truppe occupanti. Questi eccessi furono denunciati anche dal rappresentante delle autorità rivoluzionarie, inviato in missione nella zona, Filippo Buonarroti.

Tutto ciò diede origine ad una spontanea reazione di resistenza clandestina della popolazione nizzarda alle soperchierie, quando non atrocità, compiute dalle truppe di occupazione francese e nasceva così il barbetismo. La volontà di scristianizzare il paese, com'era avvenuto in Vandea ed in Bretagna, le requisizioni militari e la coscrizione obbligatoria dei giovani seguita dal loro arruolamento forzato, aumentarono notevolmente le schiere dei barbets[11], i componenti del movimento armato semiclandestino detto appunto "barbetismo".

Verso la fine della Rivoluzione francese la comparsa di briganti che mascheravano i loro atti di violenza spacciandoli per resistenza all'occupante, gettarono parecchio discredito sul movimento.

L'annessione di Nizza alla Francia venne confermata all'inizio dell'epoca napoleonica, con l'armistizio di Cherasco del 1796, confermato poche settimane dopo dal Trattato di Parigi.

L'anno 1799 vide un periodo di nuova, violenta, persecuzione religiosa, condotta dal generale francese di origine nizzarda Andrea Massena, che causò un forte incremento dell'attività dei barbets, i cui ranghi si rafforzarono notevolmente. Ai primi di maggio del 1800, le truppe austro-piemontesi, comandate dal generale Melas occuparono Nizza e gran parte della contea,[12] ma il ritorno al regno di Sardegna durò molto poco: già a fine mese le truppe del generale francese Suchet la riportavano sotto il dominio della repubblica francese, occupazione poi consolidata con la vittoria di Napoleone Bonaparte a Marengo.

Nel periodo consolare e successivamente in quello imperiale, l'atteggiamento delle autorità francesi divenne molto più conciliante con la popolazione, riducendo così i motivi di scontento che avevano dato origine alla nascita del barbetismo.

Diciotto anni dopo tuttavia, con la caduta dell'impero napoleonico e l'avvento della restaurazione, Nizza tornò al regno di Sardegna con il trattato di Parigi del 1814. Giuseppe Garibaldi vi era nato nel 1807, quindi in un periodo in cui Nizza era francese.

Nizza francese[modifica | modifica wikitesto]

Il plebiscito di annessione alla Francia. Hercule Trachel, L'Illustration, 1860
La Promenade des anglais nel 1865
Casinò di Nizza e giardini Alberto I
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Vespri nizzardi e Annessione della contea di Nizza alla Francia.

Nel 1860 Nizza fu nuovamente, e definitivamente, annessa alla Francia, assieme alla Savoia, in seguito agli Accordi di Plombières (1858) e al Trattato di Torino (1860), come compenso territoriale per l'aiuto dato dalla Francia al Risorgimento Italiano nella guerra con l'Austria, che aveva portato all'annessione della Lombardia. L'annessione fu ratificata anche dal plebiscito della popolazione con 25.743 a favore, 160 voti contrari e 5.000 astenuti.[13] Giuseppe Garibaldi, nato a Nizza durante il precedente periodo francese, era opposto alla cessione, e considerava che il plebiscito fosse stato pilotato in funzione filo-francese, con il consenso dei Savoia. Molti nizzardi si trasferirono in Italia, prevalentemente nelle località di Ventimiglia, Bordighera e Ospedaletti,[14] dando vita al movimento dell'irredentismo italiano a Nizza. Altri nazionalisti nizzardi continueranno a lungo a contestare l'illegittimità dell'annessione forzata.[15]

Il centralismo dello Stato francese fa inoltre tramontare in pochi anni le libertà civiche di cui la città aveva a lungo goduto. Viene anzitutto soppressa la stampa non filo-francese e per ordine del governo vengono chiusi i giornali nizzardi di lingua italiana: nel 1861 Il diritto di Nizza e La Voce di Nizza, momentaneamente riaperto nel 1871 durante i Vespri nizzardi, e più tardi, nel 1895, Il Pensiero di Nizza, testate per le quali scrivono i più importanti giornalisti e scrittori di lingua italiana della città, come Giuseppe Bres, Enrico Sappia e Giuseppe André. Alcune importanti istituzioni cittadine quali la corte di appello vengono in quegli stessi anni soppresse e Nizza passa a dipendere sotto il profilo giuridico da Marsiglia.

Nel decennio successivo cresce il malcontento nei confronti della Francia, alimentato da molti aristocratici restati fedeli alla dinastia sabauda e da frange di sinistra repubblicane e garibaldine. Nel 1871, alla caduta del II Impero, dei quattro deputati eletti nel dipartimento nizzardo delle Alpi Marittime, ben tre hanno fama di essere filo-italiani o comunque separatisti. Fra questi ultimi vi è lo stesso Giuseppe Garibaldi che nell'impossibilità di parlare nel Parlamento di Bordeaux per rivendicare la riunificazione del Nizzardo alla madrepatria italiana si dimette da deputato.

La politica di francesizzazione avviata nell'ultimo periodo del XIX secolo, come il cambiamento dei cognomi (numerosi i Bianchi diventati Le Blanc, i Del Ponte diventati Dupont, i Pastore diventati Pastor, etc.), o la chiusura dei giornali in lingua italiana, come il famoso La Voce di Nizza, hanno portato alla progressiva omogeneità culturale tra la città e il resto della Francia metropolitana. A Nizza restano comunque numerose tracce dell'appartenenza sabauda: nella omonima piazza si erge la statua di Giuseppe Garibaldi (oggi corredata da una iscrizione in francese dedicata "al nostro concittadino Giuseppe Garibaldi, eroe dei 2 mondi"), mentre nel centro vecchio, principalmente nella zona compresa fra la Piazza del tribunale e il Quai des Etats Unis si trovano ancora numerose tavole che mostrano la contea di Nizza prima dell'annessione alla Francia, oltre alle chiese seicentesche e settecentesche, che esprimono il medesimo stile architettonico piemontese.

Nel 1882 l'architetto Charles Garnier costruì il celebre Osservatorio di Nizza aiutato da Alexandre Gustave Eiffel, che ideò anche la Torre Eiffel a Parigi. Nel 1900 la linea dei tram di Nizza venne elettrificata ed estesa all'interno département, da Mentone a Cagnes-sur-Mer. La Belle Epoque fa di Nizza una delle mete del turismo di alto bordo in Europa. Vi affluiscono nobili tedeschi, austriaci e russi per godere del mite inverno della riviera. Con la rivoluzione russa saranno poi in molti a trasferirvisi in pianta stabile negli anni '20 e '30, riuniti attorno alla Chiesa russa ortodossa di San Nicola. Negli anni '30 Nizza ospitava gare automobilistiche internazionali del circuito Formula Libre (predecessore della Formula Uno) sul circuito di Nizza, che prendeva inizio sul lungomare a sud dei giardini Albert I, proseguiva a occidente lungo la Promenade des Anglais e quindi girava di 180 gradi all'Hotel Negresco per tornare a oriente fino al Quai des Etats-Unis.

La crescita tumultuosa della città, dovuta principalmente al turismo, fra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, e l'arrivo di immigrati provenienti da ogni parte della Francia e dall'estero sommerge l'antico nucleo etnico nizzardo. Il rapporto con l'Italia si allenta sempre più fin quasi a scomparire negli anni trenta e quaranta del Novecento, complice anche la seconda guerra mondiale e l'aggressione nazifascista alla Francia.[16]

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Polizia di occupazione tedesca a Nizza, 1942

Allo scoppio della seconda guerra mondiale Nizza si distinse per la resistenza antinazista, fu vittima di rappresaglie e di deportazioni di ebrei che vi avevano trovato rifugio durante i mesi di occupazione da parte del Regno d'Italia.

Nel settembre 1939 Nizza divenne rifugio di molti stranieri sfollati, in particolare ebrei in fuga dall'occupazione nazista in Europa orientale. Da Nizza molti cercarono ulteriore rifugio nelle colonie francesi, in Marocco e nel Nord e Sud America. Dopo il luglio del 1940 e l'instaurazione del regime di Vichy, le aggressioni antisemite accelerarono l'esodo, iniziando nel luglio 1941 e continuando fino al 1942. Il 26 agosto 1942, 655 ebrei di origine straniera furono rastrellati dal governo di Laval e internati nella caserma di Auvare. Di questi, 560 furono deportati nel campo di internamento di Drancy il 31 agosto 1942.

I primi résistants nizzardi a partire dal settembre 1940 furono un gruppo di ex studenti del liceo di Nizza (oggi Lycée Masséna), poi arrestati e giustiziati nel 1944 presso Castellane (gola del Verdon). Il 14 luglio 1942 per la prima volta diverse centinaia di manifestanti scesero in strada lungo l'Avenue de la Victoire e in Place Masséna.

L'11 novembre 1942, in risposta all'operazione Torch scatenata dagli Alleati, le truppe tedesche occuparono la maggior parte della Francia di Vichy, mentre le truppe italiane presero possesso di una zona più piccola, inclusa Nizza. La popolazione nizzarda, molti dei quali erano recenti immigrati di discendenza italiana, mostrò una certa ambivalenza verso le forze di occupazione. Grazie all'opera dell'avvocato ebreo Angelo Donati e del cappuccino Padre Maria Benedetto le autorità fasciste frenarono l'applicazione delle leggi antisemite e la deportazione degli ebrei.[17].

Dopo il ritiro del Regio Esercito a seguito dell'Armistizio di Cassibile, all'indomani dell'8 settembre 1943 fu occupata dalle forze tedesche. La resistenza nizzarda acquisì slancio e le rappresaglie si intensificarono tra il dicembre del 1943 e il luglio del 1944, quando molti partigiani furono torturati e giustiziati dalla Gestapo locale e dalla milizia collaborazionista francese. Nizza fu anche pesantemente bombardata il 26 maggio 1944 da aerei americani in preparazione dello sbarco alleato in Provenza (1000 morti o feriti e più di 5600 persone senza fissa dimora) e subì la carestia dell'estate del 1944. I paracadutisti americani entrarono in città il 30 agosto 1944 e Nizza fu finalmente liberata (Operazione Dragoon). Le conseguenze della guerra furono pesanti: la popolazione diminuì del 15% e la vita economica fu completamente distrutta.

Panorama dalla "Colline du Château"

Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà del XX secolo, Nizza ha goduto di un boom economico principalmente guidato dal turismo e dalle costruzioni.

Due uomini hanno segnato questo periodo: Jean Médecin, sindaco per 33 anni dal 1928 al 1943 e dal 1947 al 1965, e suo figlio Jacques Médecin, sindaco per 24 anni dal 1966 al 1990. Sotto la loro guida, c'è stato un ampio rinnovamento urbano, inclusa la costruzione del centro congressi, i teatri, le nuove arterie e le superstrade.

L'ondata migratoria dei Pieds-noirs negli anni sessanta - ex coloni francesi profughi dall'Algeria dopo l'indipendenza del 1962, tra cui anche molti italo-algerini - ha anche dato un impulso alla città e ha in qualche modo modificato la composizione della popolazione e le opinioni tradizionali; i pieds-noirs restano visti da taluni come un corpo estraneo alla città, e unitamente alla globalizzazione di fine millennio, spingeranno anzi alcuni nizzardi a riporre le proprie speranze in una forma di nazionalismo sempre più escludente ed acceso e, in taluni casi, anche intollerante.

Alla fine degli anni '80, voci di corruzione politica nel governo della città sono emerse sempre più di frequente; indagato, Jacques Médecin nel 1990 abbandonò il paese, per essere arrestato tre anni più tardi in Uruguay ed estradato in Francia nel 1994, dove venne condannato per vari reati di corruzione e crimini associati e incarcerato.

Il 16 ottobre 1979, una frana di terra e sottomarina causarono due tsunami che colpirono la costa occidentale di Nizza; questi eventi hanno ucciso tra le 8 e le 23 persone.[senza fonte]

Nel febbraio 2001, i leader europei si sono incontrati a Nizza per negoziare e firmare quello che fu poi noto come Trattato di Nizza, che modificò le istituzioni dell'Unione europea.

L'attuale sindaco di Nizza, Christian Estrosi (eletto nel marzo di 2008) è membro del partito di destra UMP.

La sera del 14 luglio 2016 sul Lungomare degli Inglesi, il franco-tunisino Mohamed Lahouaiej Bouhlel scagliò un camion contro la folla riunita per gli annuali festeggiamenti della presa della Bastiglia, facendo 87 morti e 202 feriti (Strage di Nizza).[18][19][20][21]

Movimenti indipendentisti e autonomisti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Nazionalismo nizzardo.

A Nizza operano diversi movimenti politici autonomisti che invocano uno status speciale della vecchia Contea di Nizza all'interno della Repubblica francese sul modello della Corsica o la possibilità di sceglier tramite un referendum anche la costituzione di una città libera. La Ligue pour la Restauration des Libertés Niçoises e il Parti Niçois/Partit Nissart, su posizioni indipendentiste, e Nissa Rebela, su posizioni autonomiste, sono i principali tra questi movimenti.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Nizza è una città a forte vocazione turistica, possiede la seconda capacità alberghiera di Francia e conta circa 4 milioni di turisti ogni anno.

Le "seggiole blu" sul "Lungomare degli Inglesi".
Sculture illuminate in Piazza Andrea Massena, ad opera di Jaume Plensa
Interno della cattedrale

Passeggiata degli Inglesi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Passeggiata degli Inglesi.

La promenade des Anglais è l'elegante lungomare di Nizza, che rappresenta un luogo di incontro e di passeggio per turisti e cittadinanza locale. È formata da due direttrici stradali, direzione est-ovest e ovest-est, e da una larga zona pedonale a ridosso della spiaggia. Il lungomare è spesso luogo di manifestazioni, esibizioni musicali, bancarelle nonché eventi quali il Carnevale di Nizza e la Battaglia dei fiori. Tipiche sono le sue seggiole blu (chaises bleues), dove è possibile sedersi e godersi la brezza marina. Nel luglio 2016 è diventata tristemente nota per essere diventata teatro della strage di Nizza.

Place Massena[modifica | modifica wikitesto]

È una delle piazze più rappresentative di Nizza e ospita La conversazione, gruppo di sette opere d'arte moderna di Jaume Plensa dedicate ai sette continenti, un monumento alla Costa Azzurra e una grande fontana.

Place Garibaldi[modifica | modifica wikitesto]

È la piazza più antica di Nizza, i palazzi che la circondano sono di colore giallo. Al suo interno è presente una statua di Giuseppe Garibaldi, nativo di Nizza, rivolta verso l'Italia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale di Santa Reparata

È la chiesa principale di Nizza, eretta in stile barocco fra il 1650 e il 1699 e monumento storico di Francia dal 1906.

Chiesa russa ortodossa di San Nicola

Chiesa cristiano-ortodossa realizzata nel 1912 a imitazione della Cattedrale di San Basilio di Mosca per servire il grande numero di nobili russi che nel XIX secolo svernavano a Nizza per sfuggire ai rigori dell'inverno.

Palazzo Lascaris

Costruito nella prima metà del Seicento in stile barocco genovese, appartenuto alla famiglia Ventimiglia-Lascaris di origine levantina è stato acquisito dal comune di Nizza nel 1942 diventando in seguito uno dei più importanti spazi museali dedicato anche a mostre temporanee. Si trova nella città vecchia.

Architetture moderne[modifica | modifica wikitesto]

Tête carrée[modifica | modifica wikitesto]

Di rilievo l'edificio della biblioteca Louis Nucera, esempio di architettura moderna realizzato dall'architetto Sacha Sosno nel 2002: l'aspetto esteriore del fabbricato rappresenta una testa umana stilizzata con fattezze squadrate. La struttura è interamente realizzata in alluminio.

Arco di 115.5°[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una scultura metallica realizzata nel 1988 dall'artista Bernar Venet situata negli spazi verdi dei "Giardini di Alberto I", in prossimità di "Piazza Andrea Massena". Essa rappresenta un arco di metallo alto oltre 19 metri.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 la popolazione della città era di 324.700 abitanti, che salgono a 888.784 abitanti (censimento del 1999) se si considera l'intera area urbana. La sua area metropolitana conta all'incirca un milione di abitanti.


Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente, circa il 35% della popolazione è di origine straniera, prevalentemente dal Magreb o dall'Africa subsahariana. Esiste anche una numerosa comunità russa, composta da discendenti di esuli e rifugiati politici zaristi fuggiti dalla Russia dopo la rivoluzione. Importanti anche le comunità italiane, portoghesi, spagnole e turche.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La lingua autoctona della città è il nissardu, poi francesizzato in nissart (o niçart), una varietà di provenzale appartenente all'area occitana, ma influenzato in età medievale dal ligure[22] e, successivamente, dal piemontese e dall'italiano, che per lungo tempo fu lingua di cultura a Nizza e nella sua contea. Molti nizzardi, orgogliosi della propria specificità idiomatica, avendo sviluppato, soprattutto in ambito lessicale, caratteristiche affatto peculiari, come la presenza di numerosi arcaismi e di non pochi termini mutuati dalle parlate gallo-italiche (ligure e piemontese) e dall'italiano, senza contare la grafia italiana utilizzata per secoli, percepiscono la propria lingua come un idioma a sé stante nell'ambito dello Stato di attuale appartenenza, e pertanto segno distintivo di identità etnica nei confronti di una popolazione sempre più multinazionale e francofona formatasi dopo il 1861. I cartelli della toponomastica della città vecchia sono bilingui: riportano l'indicazione in francese ed in nizzardo (es.: rue Sainte Marie/Carriera Santa Maria); a volte si riferiscono invece al vecchio nome (Quai des Etats-Unis/Riba dou Miejou). Nizza possiede un inno non ufficiale, Nissa la Bella, cantato in nizzardo.

La lingua italiana, un tempo lingua di cultura e di amministrazione, è oggi pressoché scomparsa. Dall'aprile 2003 al dicembre 2008 è stato pubblicato in lingua italiana il mensile "Il Corriere della Costa Azzurra". Dal 2007, per un paio d'anni il quotidiano nizzardo Nice-Matin ha pubblicato una edizione settimanale in lingua italiana, dal titolo "7 Giorni". Entrambe le pubblicazioni sono state sospese per motivi economici.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La Cattedrale di Nizza (Sainte-Réparate), dalle belle forme barocche, si ispira alla chiesa di Santa Susanna di Roma

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Nizza e il suo territorio presentano un ricco patrimonio architettonico e artistico dominato, fino alla metà del XIX secolo, da forme italiane importate od elaborate da artisti locali secondo canoni estetici che traevano ispirazione da quelli peninsulari (esemplare il caso del nizzardo Ludovico Brea). Alla fine dell'Ottocento, ed ancor più nei primi decenni del secolo successivo, si impone uno stile liberty dal respiro internazionale. Così se nel centro storico di Nizza predomina incontestabilmente il barocco o tardo barocco italiano (soprattutto in molti edifici religiosi) e un neoclassicismo molto vicino a quello torinese, caso unico in Francia, la parte più residenziale e moderna è contraddistinta dallo sfarzo di un eclettismo raffinato che si impone al visitatore.

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

  • Opéra de Nice. Il Teatro dell'Opera è uno scenografico edificio eretto nel 1882 dall'architetto François Aune, il cui progetto venne avallato da Charles Garnier.

Nizza è celebre per aver avuto in passato l'Opera più prestigiosa di Francia dopo quella di Parigi. Fino alla seconda metà degli anni ottanta dell'Ottocento, quando la città è stata già ceduta alla Francia da quasi un trentennio, tutte le rappresentazioni sono date in lingua italiana, anche quelle, tradotte, di autori francesi. È necessaria una delibera del Consiglio municipale (agosto 1887) per rovesciare la situazione ed imporre la lingua francese in ambito melodrammatico. Ciò nonostante il grand-opéra allo stile francese stenta ad imporsi in città ed è necessario tutto il carisma del parigino Albert Wolff, direttore artistico dell'Opera di Nizza, per renderlo più popolare negli anni trenta, quando però il genere può considerarsi oramai storicizzato.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni musei importanti a Nizza sono:

E nella regione:

Università[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede dell'Università di Nice-Sophia Antipolis.

Altre istituzioni culturali[modifica | modifica wikitesto]

L'Osservatorio astronomico di Nizza è stato inaugurato nel 1887.

Film girati a Nizza[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Socca di Nizza

Se la civiltà provenzale (di matrice occitana) è stata secolarmente emarginata dalla cultura "ufficiale", riemerge tuttavia in tante manifestazioni della cultura popolare: nella musica, nelle feste, in cucina. La cucina tradizionale nizzarda presenta infatti, accanto a molti piatti che hanno un'origine locale (fra cui la celebre salade niçoise, il pan bagnat, lu farçun, ecc.) o italiana (polenta, socca, grattakeka) anche un buon numero di piatti provenzali, fra cui la doube provençal, a base di carne di manzo e vino rosso. Nizza è anche l'unica città d'oltralpe dove le paste fatte in casa, generalmente di discreto livello qualitativo, sono elaborate da sempre sul posto e godono di grande popolarità. La grande assente dalla cucina tradizionale della città è la gastronomia francese (di area non provenzale), che però negli ultimi decenni è andata ad affiancarsi a quella locale sia in ambito familiare che turistico.

La cucina della zona si è conservata, sino ad oggi, completamente e tipicamente italiana ed ha un carattere molto mediterraneo influenzata dalla vicina cucina ligure. Alcuni dei suoi piatti tipici sono:

  • Beignets de fleurs de courgettes, fiori di zucchina ripieni
  • Daube niçoise, spezzatino di manzo, specificatamente di guancia
  • Farcis niçois, verdura cotta ripiena
  • Pan-bagnat, panino farcito
  • Aïoli, salsa maionese a base di aglio
  • Pichade, torta salata al pomodoro molto simile alla pizza
  • Pissaladière, torta salata
  • Poche de veau farcie "lou piech", saccoccia di vitello farcita
  • Ratatouille, verdura mista cotta
  • Raviolis niçois, ravioli nizzardi
  • Salade niçoise, insalata mista
  • Socca, torta salata a base di ceci
  • Soupe au pistou, zuppa di verdure al pesto
  • Tourte de blettes, torta dolce o salata a base di bietola

Persone legate a Nizza[modifica | modifica wikitesto]

Sono nati a Nizza (in ordine cronologico):

Sono morti a Nizza (in ordine cronologico):

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nizza è la capitale economica della Costa Azzurra, il turismo, il commercio e le amministrazioni pubbliche e private occupano una posizione importante nell'attività economica della città. Ha la seconda capacità alberghiera del paese e conta circa 4 milioni di turisti ogni anno.

Essa possiede inoltre diversi quartieri d'affari situati intorno all'aeroporto, nella parte ovest della città, 2 palazzi per congressi e il polo universitario Nice Sophia Antipolis sede di diverse facoltà.

Altro pilastro dell'economia di Nizza è il "parco tecnologico" Sophia-Antipolis che ospita le sedi di 1 400 multinazionali e circa 30 000 ricercatori.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La città è attraversata da ovest a est dalla Tangenziale sud di Nizza. I Bus urbani sono gestiti dalla società Lignes d'azur che serve la città e la Communauté urbaine de Nice Côte d'Azur.

La rete tranviaria di Nizza è un sistema di trasporto pubblico della città ed è composta da una linea di poco meno di 9 km per un totale di 21 fermate. La tranvia è stata inaugurata il 24 novembre 2007. Nel 2011 sono partiti i lavori per il prolungamento della linea 1 fino all'ospedale Pasteur (terminati nel 2013) mentre nel 2018 e nel 2019 verranno inaugurate rispettivamente la linea 3 e la linea 2.[senza fonte]

La stazione di Nizza (in francese Gare de Nice Ville), è la principale stazione passeggeri della città e dell'intero Dipartimento delle Alpi Marittime, servita dal treno a lunga percorrenza Nizza-Mosca e ritorno Riviera Express. Sono inoltre presenti altre tre stazioni ferroviarie, la Gare du Sud, la Gare de Nice-Saint Augustin e la Gare de Nice-Riquier.

Il Port Lympia è il porto della città e viene usato per i collegamenti con le principali isole della Costa Azzurra e del Mar Mediterraneo.

L'Aeroporto di Nizza-Côte d'Azur è il secondo aeroporto francese per traffico passeggeri, serve tutta la Costa Azzurra da Cannes a Mentone, i dipartimenti Alpi dell'Alta Provenza e Varo ed il Principato di Monaco.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede della Prefettura delle Alpi Marittime, del Consiglio generale del dipartimento, del rettorato dell'Accademia di Nizza della Comunità Urbana di Nizza Costa Azzurra e della Diocesi di Nizza. Per quello che concerne la tendenza politica si può sostenere che Nizza sia una città dalla forte presenza conservatrice, dalla seconda guerra mondiale in poi la destra ha primeggiato più volte rispetto alla sinistra, ed alle ultime elezioni presidenziali tenutesi nel 2007 il candidato di destra ha ottenuto il 65.34 % contro il 34.66% della candidata di sinistra. Dal 2008 il sindaco è Christian Estrosi, anche ministro dello Sviluppo Economico fino alla fine del 2010, che ha sostituito Jacques Peyrat in carica dal 1995.

Cantoni[modifica | modifica wikitesto]

I Cantoni di Nizza sono i nove cantoni francesi dell'Arrondissement di Nizza in cui è ripartita la città di Nizza, contraddistinti da numeri progressivi, da 1 a 9.

A seguito della riforma approvata con decreto del 24 febbraio 2014[23], che ha avuto attuazione dopo le elezioni dipartimentali del 2015, sono passati dai precedenti 14 ai 9 attuali.

Il cantone di Nice-3 comprende oltre a parte della città anche i comuni di Le Broc, Carros e Gattières.

Il cantone di Nice-7 comprende oltre a parte della città anche i comuni di Saint-André-de-la-Roche e La Trinité.

Il cantone soppresso di Nice-13 comprendeva oltre a parte della città i comuni di La Trinité, Saint-André-de-la-Roche e Falicon.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Nizza è gemellata con le seguenti città:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio di Nizza è l'OGC Nice, che milita nella Ligue 1, il massimo campionato francese. Nella sua storia ha conquistato 4 Ligue 1 e 3 Coupe de France. Dal 2013 gioca le sue partite interne nel nuovo stadio Allianz Riviera che ha preso il posto del vecchio impianto Stade Municipal du Ray.

Nel 2008 lo stadio di Nizza fu curiosamente scelto per una partita amichevole, non della nazionale francese, bensì di quella italiana. La nazionale francese infatti snobba lo stadio nizzardo da parecchi anni, da quando durante una partita fu aspramente criticata, con tanto di cartelloni che annunciavano che i nizzardi avrebbero tifato Italia agli imminenti mondiali del 2002. Dopo tale evento la nazionale francese non ha mai rimesso piede nello stadio del Raggio ("Le Ray") di Nizza.[senza fonte]

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

La città fa capolino nelle cronache sportive internazionali anche grazie alla Parigi-Nizza, storica manifestazione ciclistica a tappe che si conclude sul lungomare locale ogni anno, intorno alla metà di marzo.

Nella città ha sede inoltre il Nice Volley-Ball, società pallavolistica maschile militante nella Pro A, massima divisione del campionato francese.

Educazione[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ http://www.insee.fr/fr/ppp/bases-de-donnees/recensement/populations-legales/commune.asp?annee=2009&depcom=06088 INSEE popolazione legale totale 2009
  3. ^ macchineagricolenews.it, http://www.macchineagricolenews.it/2013/04/24/merlo-arriva-fino-al-polo. URL consultato il 14 gennaio 2015.
  4. ^ (FR) Ralph Schor (a cura di), Dictionnaire historique et biographique du comté de Nice, Nice, Serre, 2002, ISBN 978-2-86410-366-0, p. 263.
  5. ^ Alain Ruggiero (a cura di), Nouvelle histoire de Nice, Toulouse, Privat, 2006, ISBN 978-2-7089-8335-9, p. 20.
  6. ^ (FR) Le Nouveau venu, Musée de Paléontologie Humaine de Terra Amata. URL consultato il 5 marzo 2009.
  7. ^ A. G. Wintle e M. J: Aitken, Thermoluminescence dating of burnt flint: application to a Lower Paleolithic site, Terra Amata, in Archaeometry, vol. 19, nº 2, July 1997, pp. 111–130, DOI:10.1111/j.1475-4754.1977.tb00189.x.
  8. ^ The Chsteau of Villeneuve-Loubet, Villeneuve-Loubet Guide and Hotels. URL consultato il 30 settembre 2009.
  9. ^ (FR) J. Tulard - J. F. Fayard - A.Fierro, Histoire e Dictionaire de la Revolution française, Paris, Éditions Robert Laffont, 1998, ISBN 2-221-08850-6. p. 349
  10. ^ a b Filippo Ambrosini, Piemonte giacobino e napoleonico, p. 13
  11. ^ L'etimologia del termine non è chiara.
  12. ^ (FR) Mathieu Dumas, Précis des événemens militaires : Campagne de 1800., vol. 3, Treuttel et Würtz, 1816, p. 197.
  13. ^ Storie di Nizza e del Nizzardo Archiviato il 22 luglio 2011 in Internet Archive.
  14. ^ Documentazione su Nizza
  15. ^ È di questo parere lo storico nazionalista nizzardo Alain Roullier, che definisce «scellerata» la cessione della sua città alla Francia. Cfr. Alain Roullier, Nice, Demain l'indépendance, France Europe Edition, 2003, p. 114, ISBN 2-84825-026-7.
  16. ^ Indicativo a tale proposito è un passaggio de La Baie des Anges del nizzardo Max Gallo nel quale alcuni alunni di una scuola, all'indomani dell'aggressione fascista alla Francia (1940), sfogano il proprio rancore su Squillacci, un loro compagno di classe italiano. «T'es un sal italien, toi…» («Tu sei uno sporco italiano, tu...»). Dopo averli separati, un istitutore redarguisce i nizzardi con queste parole: «Mais vous êtes tous des Italiens, imbéciles, tous…» («Ma voi siete tutti Italiani, imbecilli, tutti...»). Le citazioni sono tratte da: Max Gallo, La Baie des Anges, libro 3 (La promenade des Anglais), Parigi, Éditions Robert Laffont, S.A., 1975 e 1976, p. 66, ISBN 2-266-09661-3.
  17. ^ Léon Poliakov-Jacque Sabille, La condizione degli ebrei sotto l'occupazione italiana, Milano, Edizioni di Comunità, 1956 e le bibliografie di Angelo Donati e del Padre Maria Benedetto
  18. ^ Steve Almasy, Nice mayor: 'Tens of dead' when truck runs into crowd, CNN. URL consultato il 14 luglio 2016.
  19. ^ Nice truck attack claims 86th victim, Star Tribune, 19 agosto 2016. URL consultato il 17 novembre 2016.
  20. ^ Nice attack: At least 84 killed during Bastille Day celebrations, su BBC News. URL consultato il 15 luglio 2016.
  21. ^ Krishnadev Calamur, Yasmeen Serhan, Matt Vasilogambros, Matt Ford e J. Weston Phippen, Attack in Nice: What We Know, in The Atlantic, 16 luglio 2016. URL consultato il 16 luglio 2016.
  22. ^ Secondo Francesco Barberis, il dialetto nizzardo apparteneva anticamente alla famiglia dei dialetti liguri Nizza Italiana
  23. ^ (FR) Décret n° 2014-227 du 24 février 2014 portant délimitation des cantons dans le département des Alpes-Maritimes, http://www.legifrance.gouv.fr/, 27 febbraio 2014. URL consultato il 22 aprile 2015.
  24. ^ (EN) Edinburgh - Twin and Partner Cities, The City of Edinburgh Council, City Chambers, High Street, Edinburgh, EH1 1YJ Scotland, 2008. URL consultato il 1º gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2008).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Amicucci, Nizza e l'Italia, Mondadori, Milano, 1939.
  • M. Mauviel, La letteratura in lingua italiana di Nizza, in Il nido d'aquila, Genova, 2004.
  • G. Vignoli, I territori italofoni non appartenenti alla Repubblica Italiana, Giuffrè, Milano, 1995.
  • G. Vignoli, Gli Italiani dimenticati, Giuffrè, Milano, 2000.
  • Nelle annate dal 1997 al 2002 il periodico Il Pensiero di Nizza, edito a Genova e diretto da Giulio Vignoli (che riprese l'antica testata nizzarda), ha pubblicato una serie di articoli di Achille Ragazzoni che succintamente, ma in maniera esaustiva, illustrano la letteratura in lingua italiana del Nizzardo, e i suoi autori, dal 1300 ai nostri giorni.
  • G. Vignoli, Storie e letterature italiane di Nizza e del Nizzardo (e di Briga e di Tenda e del Principato di Monaco), Settecolori, Lamezia Terme, 2011.
  • G. Vignoli, L'Irredentismo italiano di Nizza e del Nizzardo. Il caso Marcello Firpo (1860-1946), Settimo Sigillo, Roma, 2015.
  • Nice-Historique, su nicehistorique.org.
  • Domenico Vecchioni," Storia breve della Costa Azzurra.Curiosità e Scoperte". Greco e Greco editori, Milano, 2016

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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