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Marsiglia

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Marsiglia
comune
Ville de Marseille
Marsiglia – Stemma Marsiglia – Bandiera
(dettagli)
Marsiglia – Veduta
Localizzazione
StatoFrancia Francia
RegioneBlason région fr Provence-Alpes-Côte d'Azur.svg Provenza-Alpi-Costa Azzurra
DipartimentoBlason département fr Bouches-du-Rhône.svg Bocche del Rodano
ArrondissementMarsiglia
Arrondissement municipali
CantoneCantoni di Marsiglia
Amministrazione
SindacoJean-Claude Gaudin (I Repubblicani) dal 1995
Territorio
Coordinate43°17′51″N 5°22′38″E / 43.2975°N 5.377223°E43.2975; 5.377223 (Marsiglia)Coordinate: 43°17′51″N 5°22′38″E / 43.2975°N 5.377223°E43.2975; 5.377223 (Marsiglia)
Altitudine12 m s.l.m.
Superficie241 km²
Abitanti858 120 (2014)
Densità3 560,66 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale13001 a 13016
Prefisso491 e 496
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE13055
Nome abitanti(IT) marsigliesi, marsilioti (FR) marseillais
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Marsiglia
Marsiglia
Sito istituzionale

Marsiglia (in francese: Marseille [maʁ.sɛij(ə)], in provenzale: Marselha o Marsiho[Nota 1], in latino: Massilia o Massalia; in greco: Μασσαλία o Μασαλία) è la più grande città della Francia meridionale, capoluogo della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra e del dipartimento delle Bocche del Rodano, oltre che il primo porto della Francia, sesto del Mediterraneo ed a livello europeo[1]. Fondata dai Greci durante l'Antichità, è una delle più antiche città francesi. Considerando il numero di abitanti della sola municipalità risulta essere la seconda città della Francia, dopo Parigi. In realtà Lione, pur avendo meno abitanti di Marsiglia nel territorio comunale, considerando l'area metropolitana supera il milione e mezzo di abitanti, contendendo a Marsiglia il primato di seconda città di Francia.

Marsiglia è stata Capitale europea della cultura nel 2013, assieme a Košice.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Marsiglia, attorno al vecchio porto

È soprannominata in francese la cité phocéenne (la città focese), perché fu fondata nel 600 a.C. da marinai greci originari di Focea, l'attuale Foça (un toponimo sito a 60 km nord-ovest di Smirne, in Turchia) e "focesi" vengono ancora detti i suoi abitanti.

Secondo Timeo di Tauromenio[2], quando i focesi guidati da Furio e Perano (secondo Pompeo Trogo, o Proto, secondo Plutarco) raggiunsero la riva di quella che divenne Marsiglia, incontrarono un pescatore. Perano, lanciandogli una cima gli gridò "Lega, pescatore!" (in antico eolico: μασσαι αλίεως massé alieos!), per aiutarli ad attraccare.

Citata da Strabone come "Massalìa", da Tolomeo come "Masalìa", Mas - Alieus, potrebbe semplicemente significare "casa di pescatori" o, volendo accostare ad "aliseo", "casa dei venti".

Numerose sono altre proposte etimologiche, tra le quali la più conosciuta è quella che fa derivare "Massalìa" (con due S) da mas ("casa") e salya ("salii"), patria dei Salii, popolazione ligure nativa del luogo, ma non vi è motivo che i Greci chiamassero con un nome straniero una propria colonia.nhvhbh

Per curiosità, l'arabo Marsīliyā (مرسيليا) deriva da 'bgggb, "porto".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Marsiglia nel 1575.
Scena della peste del 1720 a la Tourette (Marsiglia), tavola di Michel Serre (museo Atger, Montpellier).
Marsiglia durante la grande peste del 1720.
Il porto di Marsiglia tra il 1890 e il 1900.
David Dellepiane: poster per l'esposizione coloniale del 1906.
Destruction du quartier du Vieux-Port janvier 1943
Distruzioni al quartiere del porto vecchio (Vieux-Port) nel gennaio 1943.

I Focesi fondarono la colonia di Masalia in un momento storico particolare, venendo la costa microasiatica sottoposta al dominio dei Lidi. La città di Focea quindi sostanzialmente si divise tra sostenitori e oppositori, questi ultimi andando a rinfoltire le file dei primi coloni Masalioti. Si venne a creare quindi un certo antagonismo commerciale tra colonia e madrepatria, con particolare riguardo al bacino del mediterraneo occidentale. Sono state rinvenute imbarcazioni greche del 1000 a.C. con cui avevano assaltato Marsiglia nel 923.

Circa trentacinque anni dopo Focea venne conquistata dai persiani. I Focesi si rifugiarono nella colonia di Alalia in Corsica, ma ormai la regione non aveva più spazio per un ulteriore polo dirigenziale, e fu la guerra: Etruschi e Cartaginesi li affrontarono nella battaglia navale di Alalia (535 a.C.). I Focesi vinsero, ma riportarono danni così gravi alle loro navi che preferirono trasferirsi a Elea. Masalia rimase quindi l'unica vera forza commerciale greca nel bacino che sarà poi dominato da Roma.

Gli iniziali rapporti con gli indigeni Liguri sono raccontati nella leggenda dell'incontro e dell'unione fra il marinaio Protis (focese) e la bella Gyptis (figlia del re dei Liguri Segobrigi Nanno).

Fino al 49 a.C. Marsiglia, è una città-stato governata da un'oligarchia che fonda il suo potere sull'attività mercantile. Nel 49 a.C. la città, che parteggia per Pompeo, viene sconfitta da Giulio Cesare. Essa riesce, comunque, a mantenere la sua indipendenza, ma da questo momento in poi inizia la sua decadenza commerciale. Alla fine del V sec. la città cade nelle mani dei Visigoti (476) poi dei Burgundi e degli Ostrogoti, ma le dominazioni barbare non hanno effetti rilevanti su Marsiglia. Nel 536 d.C. la Provenza è annessa al territorio dei Franchi, e la città torna ad essere un importante nodo commerciale. Un altro periodo buio arriva, però, dal 600 fino al 650 circa, quando sommosse ed epidemie causano un calo demografico. Nell'838 la città viene saccheggiata dagli Arabi, e gli attacchi dei Saraceni e dei pirati, nel IX e X sec. provocano un temporaneo arresto dell'attività commerciale, già indebolita. La città si ripiega su se stessa, e nuove mura vengono erette all'interno della cinta greco romana. Intorno al 950, la Provenza è ceduta al re di Borgogna, e Marsiglia è dichiarata asilo per gli stranieri.

I Conti di Provenza lasciarono alla città di Marsiglia, governata da un console, una grande autonomia fino alla dominazione di Raimondo Berengario IV di Provenza. Marsiglia inizialmente resistette al suo tentativo di controllo, ma dovette infine sottomersi e riconoscerne la sovranità nel 1243.[3] Dopo la sua morte, sua figlia Beatrice di Provenza si sposò nel 1246 con il fratello di Luigi IX, Carlo, facendolo conte. Carlo continuò i cambiamenti amministrativi di suo genero, il che riaccese il malcontento. Marsiglia si ribellò nel 1248, sotto la guida di due nobili locali, Barral di Baux e Bonifaci VI de Castellana, mentre Carlo era impegnato nella Settima Crociata. Carlo tornò nel 1250 e costrinse Marsiglia ad arrendersi nel 1252. Marsiglia si sollevò ancora una volta, nel 1262, sotto Bonifacio di Castellane e Ugo di Baux, cugino di Barral des Baux (che rimase fedele e contribuì a contenere la rivolta).[4] Carlo abbatté la rivolta nel 1263. Il commercio prosperò e Marsiglia non gli diede più problemi.[5] Nel 1348 la città fu colpita terribilmente dalla peste bubbonica, che continuò a colpire in modo intermittente fino al 1361. Come porto importante, si ritiene che Marsiglia sia stato uno dei primi posti in Francia ad incontrare l'epidemia e circa 15.000 persone morirono in città su una popolazione di 25.000 durante il suo periodo di prosperità economica nel secolo precedente.[6] Le ricchezze della città diminuirono ancora di più quando venne saccheggiata e depredata dagli Aragonesi nel 1423.

Marsiglia venne unita alla Provenza nel 1481 e poi incorporata al Regno di Francia l'anno successivo, ma acquistò ben presto la reputazione di una città ribelle al governo centrale.[7] Circa 30 anni dopo l'annessione alla Francia, il re Francesco I visitò Marsiglia, spinto dalla curiosità di vedere il rinoceronte che il re Manuele I del Portogallo aveva inviato a Papa Leone X ma che era naufragato con la nave sull'Île d'If. Come risultato della visita, venne costruita la fortezza di Château d'If, il che contribuì qualche anno dopo ad impedire che Marsiglia venisse assediata dalle truppe del Sacro Romano Impero.

Marsiglia divenne una base per l'alleanza franco-ottomana nel 1536, quando una flotta franco-turca stazionò nel porto della città, minacciata dall'Impero e soprattutto dalla Repubblica di Genova.[8] Verso la fine del XVI secolo Marsiglia venne colpita da un'epidemia di peste.

Il Grand-Saint-Antoine, una nave proveniente da Levante (una regione della Siria), attraccò a Marsiglia il 25 maggio 1720 e diede origine alla peste di Marsiglia del 1720, l'ultima epidemia di peste registrata in Francia. In realtà, il suo carico costituito da tessuti e batuffoli di cotone venne infettato dai bacilli di Yersin che causarono la peste. A seguito di gravi negligenze, e nonostante la presenza di regolamenti molto rigorosi di quarantena per passeggeri e per le merci, la piaga della peste si diffuse in tutta la città. I quartieri degradati e più antichi furono i più colpiti. La peste si diffuse molto rapidamente nella città dove causò circa 40.000 vittime su 90.000 abitanti, a cui si sommano le oltre 120.000 vittime in Provenza su una popolazione di circa 400.000 abitanti.

Un'altra caratteristica della città è la sua indipendenza nei confronti delle altre città e del potere (inteso come potere centrale francese, del Re e di Parigi): Marsiglia è una città che cambia bandiera (e sovrano) in base ai suoi interessi. Per molto tempo ha avuto una propria amministrazione. Solo con la Rivoluzione francese, con l'intento di unificazione della Francia sotto un'unica moneta, un'unica lingua e con gli stessi diritti e doveri per tutti, Marsiglia perderà questa tendenza autonoma che ha sempre cercato di mantenere.

Durante la prima metà del XX secolo, Marsiglia celebrò il suo status di «porto dell'impero» attraverso le esposizioni coloniali del 1906 e del 1922;[9] la monumentale scalinata della stazione ferroviaria, glorificante le conquiste coloniali francesi, risale a quel periodo.
Alle quattro del pomeriggio del 9 ottobre 1934, il re Alessandro I di Jugoslavia sbarcò al porto di Marsiglia accolto dal Ministro degli esteri francese Louis Barthou; alle quattro e un quarto del pomeriggio, Vlada Černozemski, appartenente all'Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone che mirava all'indipendenza della Macedonia dalla Jugoslavia e che aveva collegamenti con la formazione degli Ustascia croati di Ante Pavelić,[10] si avvicinò alla vettura reale, si aggrappò alla fiancata e svuotò il caricatore della sua Mauser C96 sul re e sul ministro Barthou. Immediatamente gli agenti di scorta aprirono il fuoco all'impazzata, e Černozemski fu ucciso all'istante dai colpi di pistola e dalle sciabolate della guardia a cavallo. L'auto col re e il ministro fu condotta presso la stazione di polizia dove si cercò di prestare i primi soccorsi ai feriti, ma Alessandro, alle cinque, perse conoscenza e morì. Il ministro Barthou fu trasportato all'ospedale Hôtel-Dieu dove si spense il giorno successivo: l'autopsia mostrò che le pallottole che lo uccisero erano quelle sparate dalla polizia francese. A causa del panico che si venne a creare tra la folla due civili vennero accidentalmente uccisi da pallottole vaganti. L'assassinio di Alessandro I fu il primo omicidio filmato della storia e rimane una delle più importanti riprese per cinegiornali ancora esistenti.

Nel periodo tra le due guerre mondial, Marsiglia divenne nota per la sua fitta rete di crimine organizzato. Simon Kitson ha dimostrato come la corruzione fosse estesa anche all'interno dell'amministrazione e della polizia.[11]

Durante la seconda guerra mondiale, Marsiglia venne colpita il 1º giugno 1940 da un bombardamento tedesco che causò 32 morti e una sessantina di feriti, lo stesso giorno in cui il battaglione di pompieri della marina militari, recentemente creato, lasciò la caserma temporanea nella rue de Lyon e prese possesso quella del Boulevard de Strasbourg.[12] Il 21 giugno un secondo pesante bombardamento, questa volta effettuato dagli italiani, provocò 144 morti e 136 feriti.[13][14]

Dopo la capitolazione della Francia, Marsiglia rimase nel territorio della Francia di Vichy, di cui seguì la sorte fino all'invasione italo-tedesca del 1942 decisa da Hitler. La città venne quindi occupata, come il resto della «zona libera», dalle truppe tedesche il 12 novembre 1942 fino all'agosto 1944. La città soffrì notevolmente dall'occupazione tedesca soprattutto durante il rastrellamento di Marsiglia, che colpì il quartiere di Le Panier a nord del porto vecchio, che veniva considerato un «quartiere criminale» dai nazisti. La notte tra il 22 e il 23 gennaio 1943, diverse migliaia di persone vennero arrestate e due giorni dopo, il 24 gennaio, generale delle SS Karl Oberg, assistito dal prefetto René Bousquet (responasibile, tra l'altro, anche del rastrellamento del Velodromo d'Inverno), intimò ai residenti sul Porto Vecchio di lasciare le proprie case entro due ore, con 30 kg di bagagli. 30.000 persone vennero espulse. Nelle successive due settimane, 1.500 edifici vennero dinamizzati, distruggento il porto vecchio e lasciando un campo di rovine fino alla liberazione alleata della città. Oltre 4.000 Ebrei vennero rastrellati a Marsiglia durante l'operazione Tiger; furono trasferiti in campi di detenzione prima di essere deportati nei lager della Polonia occupata dai nazisti per essere eliminati.[15]
Marsiglia subì inoltre in quel periodo diversi bombardamenti aerei. Il 27 maggio 1944 un devastante bombardamento strategico americano causò ingenti danni in città e provocò la morte di 1.752 marsigliesi, 2.761 feriti e oltre 20.000 sfollat; nel bombardamento trovarono la morte anche circa 400 tedeschi delle truppe d'occupazione.[12] Il 21 agosto 1944, l'esercito tedesco mise fuori uso tutte le strutture portuali e militari prima di lasciare la città, e vennero colate a picco oltre 200 navi. Venne distrutto anche il celebre pont transbordeur:[16] il 22 agosto 1944, l'esercito tedesco fece saltare il ponte del porto vecchio per ostruire il porto nel corso della battaglia di Marsiglia, ma dei due piloni, uno solo cadde. L'altro fu distrutto il 1 settembre 1945, con una carica di 400 kg di esplosivo.
Il 23 agosto 1944, le truppe francesi, comandate dal generale de Montsabert, entrarono in città e presero possesso della Rue de Rome a Belle-de-Mai, ma la città venne liberata dagli Alleati il 29 agosto, quando il generale de Lattre de Tassigny fece sfilare l’armée d'Afrique sulla Canebière.[12]

Dagli anni 1950 in poi, Marsiglia rappresentò un porto di entrata per più di un milioni di immigrati in Francia. Nel 1962, dopo la fine della guerra d'Algeria, l'ex-colonia dell'Algeria francese ottenne l'indipendenza (causando la fine della quarta Repubblica[17] e dell'impero coloniale francese) e ci fu a Marsiglia un forte flusso di immigranti provenienti dal Paese adesso indipendente, inclusi circa 150.000 coloni francesi (pieds-noirs).[18] La maggioranza degli immigrati rimase in città facendo nascere così un quartiere franco-africano con un grande mercato.

A partire dagli anni 1970 e '80, la progressiva indipendenza delle colonie francesi ha minato l'economia della città. Marsiglia soffrì anche di una cattiva reputazione legata all'insicurezza e agli affari di grande banditismo (French Connection, assassinio del giudice Pierre Michel il 21 ottobre 1981, ecc.). Nel 1973, in un contesto di tensioni intorno all'immigrazione e dopo l'assassinio di un autista di un autobus da parte di un un algerino, squilibrato secondo l'ambasciata di Algeria, la città scoppiò un'ondata di violenza razzista.

Nel 1977 venne messa in servizio la metropolitana.

L'attentato della stazione Saint-Charles di Marsiglia del 31 dicembre 1983 alle ore 20:09, compiuto dai terroristi della rete internazionalista e mercenaria Separat, provocò 3 morti (5 con le vittime della contemporanea esplosione sul treno TGV vicino a Tain-l'Hermitage) e 50 feriti.[19]

Il 1º ottobre 2017 un tunisino islamista sostenitore dell'ISIS uccise 2 ragazze di 17 e 21 anni a colpi di coltello prima di essere eliminato dalla polizia; lo Stato Islamico rivendicò l'attacco.[20]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stemma di Marsiglia.

Lo stemma di Marsiglia ha la seguente blasonatura: d'argento alla croce d'azzurro.

Geografia del territorio[modifica | modifica wikitesto]

Marsiglia si trova nella regione della Provenza, a sud della Francia. Si trova sulla costa sud-orientale della Francia, affacciandosi così sul mar Mediterraneo e in particolare sul Golfo del Leone.

Suddivisione[modifica | modifica wikitesto]

Marsiglia è divisa in 16 arrondissements municipali, anch'essi divisi in quartieri (111 in totale). Gli arrondissements sono raggruppati due a due in settori, e ognuno degli 8 settori ha il proprio consiglio e il proprio sindaco, come gli arrondissements di Parigi o di Lione. Il fiume cittadino si chiama Huveaune.

La Grande Marsiglia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Grande Marsiglia.
Panoramica della città dalla basilica di Notre-Dame-de-la-Garde

Da luglio 2000, Marsiglia si è associata con dei comuni limitrofi per formare la Communauté urbaine Marseille Provence Métropole, riconoscendo a livello amministrativo la "Grande Marsiglia" come comunità urbana. Questa struttura intercomunale conta 18 membri: Allauch, Carnoux-en-Provence, Carry-le-Rouet, Cassis, Ceyreste, Châteauneuf-les-Martigues, La Ciotat, Ensuès-la-Redonne, Gémenos, Gignac-la-Nerthe, Marignane, Marsiglia, Plan-de-Cuques, Roquefort-la-Bédoule, Le Rove, Saint-Victoret, Sausset-les-Pins, Septèmes-les-Vallons.

Cantoni[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 2014 la città di Marsiglia è stata amministrativamente divisa in 25 cantoni:

  • cantone di Marsiglia-La Belle-de-Mai
  • cantone di Marsiglia-Belsunce
  • cantone di Marsiglia-La Blancarde
  • cantone di Marsiglia-Le Camas
  • cantone di Marsiglia-La Capelette
  • cantone di Marsiglia-Les Cinq-Avenues
  • cantone di Marsiglia-Les Grands-Carmes
  • cantone di Marsiglia-Mazargues
  • cantone di Marsiglia-Montolivet
  • cantone di Marsiglia-Notre-Dame-du-Mont
  • cantone di Marsiglia-Notre-Dame-Limite
  • cantone di Marsiglia-Les Olives
  • cantone di Marsiglia-La Pointe-Rouge
  • cantone di Marsiglia-La Pomme
  • cantone di Marsiglia-La Rose
  • cantone di Marsiglia-Saint-Barthélemy
  • cantone di Marsiglia-Sainte-Marguerite
  • cantone di Marsiglia-Saint-Giniez
  • cantone di Marsiglia-Saint-Just
  • cantone di Marsiglia-Saint-Lambert
  • cantone di Marsiglia-Saint-Marcel
  • cantone di Marsiglia-Saint-Mauront
  • cantone di Marsiglia-Les Trois Lucs
  • cantone di Marsiglia-Vauban
  • cantone di Marsiglia-Verduron

Nessuno dei cantoni includeva comuni limitrofi.

A seguito della riforma approvata con decreto del 18 febbraio 2014[21], che ha avuto attuazione dopo le elezioni dipartimentali del 2015, il territorio comunale della città è stato diviso in 12 cantoni:

  • Cantone di Marsiglia-1
  • Cantone di Marsiglia-2
  • Cantone di Marsiglia-3
  • Cantone di Marsiglia-4
  • Cantone di Marsiglia-5
  • Cantone di Marsiglia-6
  • Cantone di Marsiglia-7
  • Cantone di Marsiglia-8
  • Cantone di Marsiglia-9
  • Cantone di Marsiglia-10
  • Cantone di Marsiglia-11
  • Cantone di Marsiglia-12

Nessuno dei cantoni include comuni limitrofi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della città è prevalentemente collinare.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Marsiglia.

La città di Marsiglia e i suoi dintorni godono dei benefici del clima mediterraneo. L'inverno si caratterizza per il freddo molto moderato, mentre l'estate è calda ma ben ventilata. Le precipitazioni si concentrano prevalentemente in autunno e nel periodo di transizione tra l'inverno e la primavera; in estate sono possibili prolungati eventi di siccità.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Marsiglia Saint-Charles è il principale scalo ferroviario cittadino.

La città è dotata di un servizio metropolitano di trasporti.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Metropolitana di Marsiglia.

La città è servita dall'Aeroporto di Marsiglia Provenza.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Le elezioni municipali si svolgono per settore. Ogni settore elegge i suoi consiglieri (303 in totale), di cui un terzo saranno consiglieri municipali.

Numero di consiglieri eletti per settore:

Settore 1 2 3 4 5 6 7 8 Totale
Consiglieri di settore 22 16 22 30 30 26 32 24 202
Consiglieri municipali 11 8 11 15 15 13 16 12 101
Numero totale di eletti 33 24 33 45 45 39 48 36 303

Ultimi sindaci di Marsiglia:

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Marsiglia è gemellata con:

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Immigrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 7° arrondissement di Marsiglia

Per via della sua importanza di porto mediterraneo, Marsiglia è sempre stata una delle principali porte di ingresso per la Francia. Ciò ha attratto molto immigrati facendo di Marsiglia un cosmopolitano melting pot. Già verso la fine del XVIII secolo circa la metà della popolazione cittadine era nata da qualche altra parte in Provenza o in Francia meridionale.[24][25]

Le condizioni economiche e l'instabilità politica in Europa e nel resto del mondo causarono diverse ondate di immigrati durante il XX secolo: greci e italiani arrivarono alla fine del XIX secolo (nella prima metà del XX secolo il 40% della città era di origine italiana),[26] i russi nel 1917; gli armeni nel 1915 e nel 1923; i vietnamiti negli anni 1920, nel 1954 e dopo il 1975;[27] i corsi durante gli anni '20 e '30; spagnoli dopo il 1936; nordafricani (sia arabi che berberi) nel periodo tra le due guerre mondiali; africani sub-sahariani dopo il 1945; i pieds-noirs in fuga dall'ex Algeria francese nel 1962; infine immigrati dalle Comore. I residenti in città di origine magrebina erano ben 70.000 (soprattutto dall'Algeria) nel 2006 e addirittura più di 100.000 nel 2011, appena cinque anni dopo la comunità. La seconda più numerosa comunità straniera a Marsiglia è costituita dagli immigrati provenienti dalle Comore, che ammontano a circa 45.000 persone.[26]

Lo storico Michel Vovelle ha stimato che alla fine del XVIII secolo gli italiani a Marsiglia fossero già tra le 5.000 e le 6.000 persone, su una popolazione totale di 100.000 abitanti: rappresentavano allora il 70% degli stranieri residenti in città.[28] L'immigrazione italiana andò a crescere soprattutto tra il 1850 e il periodo tra le due guerre mondiali e nel 1934 gli italiani in città erano ben 127.000, andando a rappresentare i due terzi della popolazione straniera. A partire da quel periodo, la politica anti-esodo attuata dal regime fascista pose un freno considerevole all'emigrazione italiana[28]. Attualmente, sono circa 300.000 i marsigliesi di origini italiane, ovvero il 35% della popolazione di Marsiglia.[29]

Marsiglia ha anche la seconda più numerosa comunità di corsi e armeni della Francia, dopo Parigi. Altre importanti comunità sono quelle turca, cinese e vietnamita.[30]

Nel 1999, in diversi arrondissement, circa il 40% dei giovani con meno di 18 erano di origine magrebina (almeno un genitore).[31]

Sin dal 2013 gli immigrati provenienti dall'Europa orientale vengono a lavorare a Marsiglia, attratti da migliori opportunità di lavoro e dal bel clima della città mediterranea. Le nazionalità più numerose sono i rumeni e o polacchi.[32]

Maggiori comunità di immigrati
(oltre 5.000 persone)
Nazionalità Popolazione (2011)[33]
Algeria Algeria 37.673
Tunisia Tunisia 32.800
Marocco Marocco 30.000
Turchia Turchia 12.283
Italia Italia 9.094
Polonia Polonia 8.227
Romania Romania 7.134
Portogallo Portogallo 6.988
Spagna Spagna 5.002

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Cathédrale La Major

Marsiglia è la città francese con la più grande proporzione di musulmani con i suoi 200 000 fedeli (un abitante su quattro) e i 63 luoghi di culto già adibiti ai musulmani.[34]

Luoghi celebri[modifica | modifica wikitesto]

Vista sul porto, sullo sfondo, Notre Dame de la Garde
  • Il Vieux Port (Vecchio Porto), attorno al quale la città si sviluppò durante i secoli. Simbolo di Marsiglia assieme alla Basilica di Notre Dame de La Garde che si staglia sulla collina come per proteggerla e salutare i marinai, il Vieux Port è stato modificato nel 2013 in concomitanza con l'assegnazione di Marsiglia Capitale della Cultura: la parte centrale del Vieux Port ospita una grande struttura a specchio che protegge i passanti dalle intemperie e permette a quest'ultimi di guardarsi riflessi alzando la testa.

Sempre dal 2013, il Vieux Port ospita la ruota panoramica a pagamento che precedentemente sostava lungo le spiagge del quartiere Pointe Rouge.

  • Il Jardin des Vestiges (Giardino delle Vestigia), dove si trovano i resti del porto dove sbarcarono i Greci
  • La Canebière, il viale centrale della città che un tempo collegava i campi a nord della città con il Vieux Port
La Canebière e il Palazzo della Borsa

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

« Sono convinto che Marsiglia sia la più bella città della Francia. È talmente diversa da tutte le altre. »

(Arthur Schopenhauer, Diario di viaggio[35])

Istituzioni culturali[modifica | modifica wikitesto]

L'Osservatorio astronomico di Marsiglia fu fondato nel 1863.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Marsiglia ospita vari musei d'arte tra i quali i più importanti sono il Museo di Belle Arti, il museo Cantini.

Persone legate a Marsiglia[modifica | modifica wikitesto]

Educazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografiche[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AAPA Statistica mondiale Porti
  2. ^ Tim. FGrHist 566 F 72.
  3. ^ Abulafia 1999, p. 373: "[Some, like] Marseilles, had had their consulates confirmed by the counts and were close to enjoying complete independence. Ramon-Berenguer V set out to reverse this ... Marseille, however, refused ... the Marseillais did recognize Ramon-Berenguer's suzerainty in 1243."
  4. ^ Steven Runciman, The Sicilian Vespers: A History of the Mediterranean World in the Later Thirteenth Century, Londra, 1958, Cambridge University Press. pp. 72–76. OCLC 315065012
  5. ^ Abulafia 1999, p. 374: "[Marseille] was subdued once and for all in 1263. Probably the major factor in reconciling the Provençal towns to the loss of their independence was their general economic prosperity."
  6. ^ Duchêne & Contrucci 1998, p. 182.
  7. ^ Duchêne & Contrucci, 1998, Chronologia, pagina 182 e Parte III, Capitoli 25–36.
  8. ^ Stanley Leathes, The Cambridge Modern History, a cura di Adolphus William Ward, G.W. Prothero e Stanley Leathes, vol. 10, Cambridge, University Press, 1906, p. 72. URL consultato il 1º febbraio 2010.
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