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Kabul

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Kabul
città
کابل
Kabul – Veduta
Localizzazione
Stato Afghanistan Afghanistan
Provincia Kabul
Distretto Kabul
Amministrazione
Sindaco Abdullah Habibzai
Territorio
Coordinate 34°31′58″N 69°09′57″E / 34.532778°N 69.165833°E34.532778; 69.165833 (Kabul)Coordinate: 34°31′58″N 69°09′57″E / 34.532778°N 69.165833°E34.532778; 69.165833 (Kabul)
Altitudine 1,791 m s.l.m.
Superficie 275 km²
Abitanti 3 678 034[2] (2015)
Densità 13 374,67 ab./km²
Altre informazioni
Prefisso (+93) 20
Fuso orario UTC+4:30
Nome abitanti Kabuli
Cartografia
Mappa di localizzazione: Afghanistan
Kabul
Kabul

Kabul (in pashtu کابل, Käbool, Kbool)[3] è la capitale e la più grande città dell'Afghanistan, con una popolazione stimata al 2015 di 3 678 034 abitanti.[1] La rapida urbanizzazione ha reso Kabul la 64ª città più grande del mondo.[4]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Kabul è situato in un fertile altipiano ed è circondato da montagne. Sulla riva destra dell'omonimo fiume si estende la città antica, sulla sinistra si sono sviluppati i quartieri moderni.[5]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

KABUL[6] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4,5 5,5 12,5 19,2 24,4 30,2 32,1 32,0 28,5 22,4 15,0 8,3 6,1 18,7 31,4 22,0 19,6
T. min. mediaC) −7,1 −5,7 0,7 6,0 8,8 12,4 15,3 14,3 9,4 3,9 −1,2 −4,7 −5,8 5,2 14,0 4,0 4,3
Precipitazioni (mm) 34,3 60,1 67,9 71,9 23,4 1,0 6,2 1,6 1,7 3,7 18,6 21,6 116,0 163,2 8,8 24,0 312,0
Umidità relativa media (%) 68 70 65 61 48 36 37 38 39 42 52 63 67 58 37 44,3 51,6

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La parola "Kubhā" è menzionata nella Ṛgveda Saṃhitā (circa 1500-1200 a.C.), riferita al fiume Kabul.[7] La Ṛgveda descrive Kabul come una città ideale, un paradiso immerso nelle montagne.[8] La valle di Kabul è stata amministrata dai Medi prima di cadere sotto il controllo degli Achemenidi; è infatti presente un riferimento di amministratori dell'Impero achemenide a un insediamento chiamato Kabura.[7] Divenne allora un centro zoroastrista, buddista e infine induista. Dopo la Battaglia di Gaugamela che portò alla fine dell'impero Achemenide, Alessandro Magno esplorò la valle di Kabul; sull'insediamento, considerato forse di dimensioni troppo ridotte, non vennero pubblicati scritti e/o annotazioni.[9] Alcuni storici attribuiscono l'origine di Kabul alla tribù Kamboja (Kamboj).[10][11] Xuánzàng nominò la zona "Kaofu".[12] Essa fu conquistata nel 45 d.C. dall'imperatore Kusana Kujula Kadphises, che mantenne il controllo almeno fino al III secolo d.C.[13][14] I componenti dell'impero erano di origine Tocari, parlavano Lingue indoeuropee e provenivano dal Bacino del Tarim.[15] Intorno al 230 d.C. i Kushans furono sconfitti dai Sasanidi. Durante il controllo sasanide la Scrittura Pahlavi modificò il nome della città in "Kapul".[7] La conquista islamica raggiunse l'attuale Afghanistan nel 642 d.C., quando Kabul era indipendente.[16] Nel XIII secolo venne attraversata dalle orde mongole. Nel secolo successivo, Kabul sorse nuovamente come centro di commerci sotto il regno di Timur, che sposò la sorella del governatore di Kabul. Quando il potere dei Timuridi svanì, la città venne conquistata nel 1504, e fatta sua capitale da Babur e successivamente dai sovrani Mughal. Haidar, un poeta indiano che la visitò in quel periodo scrisse: "Cenare e bere a Kabul: è montagna, deserto, città, fiume e tutto il resto."

Nadir Shah della Persia la catturò nel 1738. Durante la metà del XVIII secolo Amid Shah Durrani assurse al potere in Afghanistan, riasserendo il dominio afgano. Nel 1772 suo figlio Timur Shah ne ereditò il potere e rese Kabul la sua capitale, anche se il suo impero iniziò a sgretolarsi.

Nel 1826 il trono venne reclamato da Dost Mohammed, ma venne preso dall'esercito britannico nel 1839, che installò l'impopolare fantoccio Shah Shuja. Il 1841 vide una sollevazione locale che massacrò sia la missione britannica che l'esercito in ritirata a Jalalabad. L'anno seguente i britannici tornarono, saccheggiando Bala Hissar per vendetta, prima di ritirarsi in India. Dost Mohammed si riprese il trono.

I britannici tornarono nuovamente nel 1878 quando la città era sotto il governo di Sher Ali Khan, ma i loro residenti vennero massacrati di nuovo. L'esercito britannico giunse ancora nel 1879, guidato dal gen. Roberts, distruggendo parzialmente Bala Hissar, prima di ritirarsi in India. Amir Abdur Rahman venne lasciato con il controllo della nazione.

All'inizio del XX secolo il trono era retto da Re Amanullah. Le sue riforme portarono all'elettrificazione del Paese e all'istruzione per le ragazze. Guidava una Rolls-Royce e viveva in un palazzo a Darulaman, nella parte sud-ovest di Kabul. Nel 1919 Amanullah annunciò l'indipendenza dell'Afghanistan, dopo la terza guerra anglo-afgana. Nel 1928, Bacha-i-Saqao, un ribelle tagiko, depose Amanullah e terrorizzò Kabul per nove mesi, fin quando Nadir Shah, fratellastro di Amanullah, ne riprese il controllo.

Nel 1932 venne aperta l'Università di Kabul. Dopo il 1940, la città iniziò a crescere come centro industriale, e negli anni cinquanta le strade della città vennero asfaltate con l'aiuto dell'Unione Sovietica.

Negli anni sessanta, Kabul sviluppò un ambiente cosmopolita. Nel 1967 venne inaugurato lo Zoo di Kabul, gestito con l'aiuto di zoologi tedeschi; si concentrava sulla fauna afgana.

Nel 1975 un sistema di filobus costruito con l'aiuto dei cecoslovacchi forniva trasporto pubblico attraversando la città da est a ovest.

Dopo l'invasione sovietica dell'Afghanistan, l'URSS occupò la città, il 23 dicembre 1979, trasformandola nel suo centro di comando per i dieci anni del conflitto tra il governo filo-sovietico e i ribelli mujaheddin. L'ambasciata statunitense di Kabul venne chiusa il 30 gennaio 1989. Kabul cadde nelle mani della guerriglia dopo il crollo del governo di Mohammad Najibullah (1992). Mentre queste forze si dividevano in fazioni rivali, la città soffriva sempre più.

A quell'epoca la Jamiat-e Islami (Concilio Islamico Afgano) di Burhannudin Rabbani deteneva il potere ma l'Hezb-e Islami (Partito Islamico) del Primo Ministro titolare, Gulbuddin Hekmatyar, avviò quattro anni di bombardamenti dal sud della città, che durarono fino al 1996. Kabul era ormai divisa in fazioni, e i combattimenti tra la Jamiat-e Islami, l'uzbeko Dostum e l'Hezb-e Wahdat (Partito dell'Unità) Hazara continuarono. Decine di migliaia di civili persero la vita e altrettanti scapparono come rifugiati.

Kabul venne catturata dai Talebani nel settembre 1996, questi linciarono pubblicamente l'ex-presidente Najibullah, repressero la popolazione istruita della città, e spostarono in pratica la capitale a Kandahar.

I Talebani abbandonarono la città il 12 novembre 2001 a causa degli intensi bombardamenti statunitensi, e Kabul finì sotto il controllo dell'Alleanza del nord. Dopo l'attacco Nato guidato dagli Stati Uniti, divenne la capitale dell'Amministrazione Transitoria Afgana.

Attualmente la ricostruzione della città sta attraendo milioni di dollari e numerosi investitori esteri, impegnati nel ripristino di vari servizi e attività, come trasporti pubblici, sistema alberghiero e finanziario.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La parte vecchia di Kabul è gremita di bazar annidati lungo le sue vie strette e intricate. Kabul ha un'università (fondata nel 1931), e diversi istituti superiori. Tra i luoghi di interesse culturale troviamo: la tomba e i giardini di Babur, il mausoleo di Nadir Shah, il Minar-i-Istiqlal (faro dell'indipendenza) costruita nel 1919 dopo la terza guerra afgana, la tomba di Timur Shah, e alcune importanti moschee, tra cui la Moschea Shah Do Shamshera. Inoltre il Museo di Kabul, il Museo nazionale afgano, il Palazzo Darul Aman (sede del governo), lo Zoo di Kabul, la Galleria nazionale afgana, l'Archivio nazionale afgano, il Museo Omar Mine, la Collina Bibi Mahroo, il Cimitero cristiano di Kabul, e i Giardini Paghman. Bala Hissar, un fortino distrutto dai britannici come rappresaglia per la morte dei loro inviati nel 1879, è stato restaurato come accademia militare. Fuori dalla città vera e propria si trovano una cittadella e il palazzo reale, le valli di Paghman e Jalalabad si estendono a nord e a est della città.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Nord

  • Bibi Mahro
  • Khair Khana
  • Qala'e Najara
  • Sare Kotal

Nord-est

  • Khwaja Rawash
  • Macrorayan
  • Qasaba
  • Yaka Tut

Est

  • Ahmad Shah Baba Meyna
  • Tape Maranjan
  • Rahman Baba Meyna
  • Puli Charkhi
  • Deh Sabz

Sud-est

  • Shah Shaheed
  • Qala'e Zaman Khan
  • Karte Naw

Sud

  • Shohada e Saliheen
  • Qalacha
  • Mirwais Meyna
  • Waselabad
  • Chihil Sutoon
  • Char Qala

Sud-ovest

  • Karte Seh
  • Dashte Barchi
  • Qala e Shada
  • Rish khor

Ovest

  • Karte Sakhi
  • Khushal Khan Maina
  • Company Kabul
  • Fazel Baig
  • Niaz Baig
  • Mirwais Maidan

Nord-ovest

  • Karte Parwan
  • Taimani
  • Badam Bagh
  • Tai Maskan
  • Qargha

Centro

  • Kharabat Kabul
  • Murad Khane
  • Sherpur,
  • Wazir Akbar Khan
  • Qala'e Fatullah
  • Share Naw
  • Shor Bazar
  • Shash Darak
  • Jada e Maiwand

Economia[modifica | modifica wikitesto]

I principali prodotti di Kabul comprendono frutta fresca e secca, frutta a guscio, bevande, tappeti afgani, prodotti in pelle e pecora, mobili, repliche antiche e abiti domestici. La Banca Mondiale ha autorizzato il progetto da 25 milioni di dollari per la ricostruzione urbana della città, concluso nel 2011.[17] Negli ultimi dieci anni gli Stati Uniti hanno investito circa 9,1 miliardi di dollari nelle infrastrutture urbane afgane.[18][19] Secondo Transparency International, il governo dell'Afghanistan è il terzo più corrotto del mondo.[20]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La città è servita dall'Aeroporto Internazionale di Kabul. La rete dei mezzi di trasporto urbani è attualmente insufficiente a gestire le necessità di 3-4 milioni di abitanti, anche se stanno affluendo molti investimenti per migliorare la situazione.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Kabul è gemellata con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b GeoHive - Afghanistan extended population statistics, geohive.com. (archiviato dall'url originale il 21 luglio 2015).
  2. ^ [1]
  3. ^ Vedi National Review, 20 novembre 2002, Merriam-Webster: Kabul
  4. ^ Largest cities in the world and their mayors – 1 to 150, City Mayors, 17 maggio 2012. URL consultato il 17 agosto 2012.
  5. ^ Kabul, Treccani. URL consultato il 7 maggio 2017.
  6. ^ Kabul Climate Normals 1956–1983 (TXT), National Oceanic and Atmospheric Administration. URL consultato il 30 marzo 2013.
  7. ^ a b c Nancy Hatch Dupree / Aḥmad ʻAlī Kuhzād, An Historical Guide to Kabul – The Name, American International School of Kabul, 1972. URL consultato il 18 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 30 agosto 2010).
  8. ^ Kabul: City of lost glories, BBC News, 12 novembre 2001. URL consultato il 18 settembre 2010.
  9. ^ Nancy Hatch Dupree / Aḥmad ʻAlī Kuhzād, An Historical Guide to Kabul – The Story of Kabul, American International School of Kabul, 1972. URL consultato il 18 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 30 agosto 2010).
  10. ^ P. Levi, Jules Bloch e Jean Przyluski, Pre-Aryan and pre-Dravidian in India, Asian Educational Services, 1993, p. 87, ISBN 81-206-0772-4. URL consultato il 18 settembre 2010.
    «...they apply to a population of the north-western frontier of India designated by the nickname of "shaved heads," and especially to the Kamboja of the country of Kabul.».
  11. ^ John Forbes Watson e Sir John William Kaye, The people of India: a series of photographic illustrations, with descriptive letterpress, of the races and tribes of Hindustan, vol. 1, Pagoda Tree Press, 2007, p. 276, ISBN 1-904289-44-4. URL consultato il 18 settembre 2010.
    «The Sanskrit name of Cabul is Kamboj, and a slight transition of sound renders this name so similar to Kumboh.».
  12. ^ Radhakumud Mookerji, Chandragupta Maurya and his times, 4ª ed., Motilal Banarsidass Publ, 1966, p. 173, ISBN 81-208-0405-8. URL consultato il 18 settembre 2010.
  13. ^ Hill, John E. 2004. The Peoples of the West from the Weilue 魏略 by Yu Huan 魚豢: A Third Century Chinese Account Composed between 239 and 265 AD. Draft annotated English translation... Link
  14. ^ Hill (2004), pp. 29, 352–352.
  15. ^ A. D. H. Bivar, KUSHAN DYNASTY, in Encyclopaedia Iranica, 2010
  16. ^ Horace Hayman Wilson, Ariana antiqua: a descriptive account of the antiquities and coins of, Asian Educational Services, 1998, p. 133, ISBN 81-206-1189-6. URL consultato il 18 settembre 2010.
  17. ^ Projects : Kabul Urban Reconstruction Project | The World Bank, Worldbank.org. URL consultato il 18 maggio 2014.
  18. ^ DVIDS – News – US Forces – Afghanistan adjusts its $9.1 billion infrastructure program to meet Afghans' near-term needs, Dvidshub.net. URL consultato il 18 maggio 2014.
  19. ^ Kabul's Tax Levies Raise Flags From U.S. Watchdog – WSJ, online.wsj.com. URL consultato il 25 ottobre 2014.
  20. ^ Corruption Perceptions Index 2010 Results, Transparency International, 2010. URL consultato il 27 febbraio 2011.
  21. ^ Sister Cities of Istanbul, Greater Istanbul. URL consultato il 10 aprile 2015.
  22. ^ Sister Cities of Ankara, ankara.bel.tr.
  23. ^ Cultures and Globalization: Cities, Cultural Policy and Governance by Helmut K Anheier, p.376

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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